ANNALISA FIORETTI
Indice Contenuti
- Raccontaci un po’ di te
- Qual è la tua attività outdoor preferita?
- Qual è il tuo luogo preferito da esplorare?
- Perché hai deciso di diventare Ambassador RedElk?
- In che modo ti senti vicino alla filosofia RedElk?
- Qual è il tuo capo RedElk preferito?
- Vuoi condividere un ricordo speciale legato all’abbigliamento RedElk?
- Che consiglio daresti a chi vuole avvicinarsi ad uno sport outdoor?
- Qual è la tua prossima sfida?
- Hai una frase o un motto che ti ispira?
1 – Raccontaci un po’ di te
Ciao, sono Annalisa, Annina per gli amici, o “miss8000”. Sono un medico urgentista e lavoro in Pronto Soccorso: un mondo intenso, dove serve lucidità, energia e cuore. Fuori dall’ospedale, invece, respiro Natura a 360°: da un anno sono anche apicoltrice e “contadina neofita”, con le mani nella terra e la testa piena di nuovi progetti.
La passione per la montagna me l’ha trasmessa mia nonna fin da bambina. Dopo anni passati a inseguire quota e grandi pareti, oggi mi dedico a progetti di esplorazione e avventura nella Natura, cercando quella cosa rara e preziosa: un po’ di solitudine vera, lontano dal rumore del mondo.
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2 – Qual è la tua attività outdoor preferita?
Per tanti anni ho vissuto l’alta quota in modo totale: ho toccato gli 8450 m senza ossigeno sul Kangchenjunga, sono stata la prima donna al mondo ad attraversare in inverno l’altopiano del Deosai con sci e pulka in completa autonomia, ho partecipato a soccorsi in altissima quota nella “zona della morte” e ho gestito la maxi emergenza al Campo Base Everest-Lhotse durante il terremoto del Nepal del 2015.
Eppure, ciò che mi resta più nel cuore sono i viaggi umanitari ai confini del mondo, tra persone poverissime: lì capisci davvero cosa conta. Scalare su misto resta la mia attività preferita perché è essenziale, tecnica, nuda verità ma curare persone in villaggi sperduti è ciò che mi accende di più, perché è avventura e umanità insieme. E in entrambi i casi, quando sei fuori a lungo, il comfort diventa una necessità: restare calda e protetta significa avere energie e lucidità per fare bene quello che devi fare.
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3 – Qual è il tuo luogo preferito da esplorare?
La mente dell’uomo. E i miei limiti.
Perché le spedizioni più vere non sono solo geografiche: sono quelle che ti costringono a conoscerti, a spogliarti del superfluo, e a capire fin dove puoi andare… e chi vuoi essere mentre ci vai.
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4 – Perché hai deciso di diventare Ambassador RedElk?
Ho scelto RedElk su suggerimento di due cari amici. Prima ero ambassador per un brand considerato importante ma mi sentivo “un numero”: tanti capi, belli, sì, però nessun interesse reale per quello che facevo.
Io avevo bisogno di qualcosa di diverso: di un rapporto vero, e della possibilità di portare i miei sponsor dentro i miei viaggi, anche solo “con la V”, virtualmente, per farli vivere ciò che vivo. Con RedElk ho trovato una squadra che ascolta, che crede nelle persone e che non perde di vista la cosa più importante: creare prodotti che ti accompagnano davvero, con comfort e affidabilità, quando sei lontana da tutto.
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5 – In che modo ti senti vicino alla filosofia RedElk?
RedElk è un’azienda in crescita, costruita da persone appassionate che credono nel proprio lavoro e amano la Natura. E questa cosa, per me, vale tantissimo: metterci la faccia in ciò che fai.
La filosofia "Plunge into Nature" la sento mia: immergersi nella natura non è un’idea astratta, è un modo di stare al mondo. E quando vivi l’outdoor sul serio, capisci che comfort e protezione non sono dettagli: sono ciò che ti permette di essere presente, lucida, libera e di goderti davvero ogni passo.
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6 – Qual è il tuo capo RedElk preferito?
GRIGNA: lo amo! Perché, quando le condizioni diventano dure, mi fa sentire protetta e a mio agio. Per me il comfort è questo: non doverci pensare, perché sai che sei al caldo e puoi concentrarti su ciò che conta.
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7 – Vuoi condividere un ricordo speciale legato all’abbigliamento RedElk?
Ero in Nepal, tra un campo medico e la costruzione di una scuola. Aggrappati ai terrazzamenti del cardamomo, la sera si mangiava in fretta e poi tutti nelle tendine per scappare dal freddo. La mia giacca era l’unico capo davvero pesante: fuori era buio pieno, totale.
Poi, piano piano, le stelle hanno iniziato ad accendersi ovunque, una dopo l’altra, finché mi sono ritrovata circondata di bellezza. Da qualche parte, i sussurri dei locals che rientravano nelle loro capanne. Mi sono fermata, ho guardato il cielo, mi sono stretta nella mia giacca e ho sorriso, felice di essere parte di tanta meraviglia. In certi momenti capisci che il comfort non è solo “stare caldi”: è poter restare lì, presente, a vivere quel miracolo fino in fondo.
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8 – Che consiglio daresti a chi vuole avvicinarsi ad uno sport outdoor?
Serve passione vera. Serve lavorare con fatica. E serve un obiettivo che il cuore desidera davvero.
Il resto si costruisce: esperienza, tecnica, resistenza. Ma senza quel fuoco dentro, non vai lontano. E soprattutto: sognare sempre in grande, poi la montagna ti insegna a trasformare il sogno in un passo alla volta.
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9 – Qual è la tua prossima sfida?
Non lo so ancora… ma ci sto lavorando.
E forse è proprio questo il bello: lasciare spazio alla ricerca, ascoltare il richiamo della Natura, e prepararsi a quando arriverà l’idea giusta, quella che ti fa dire "ok, si parte".
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10 – Hai una frase o un motto che ti ispira?
"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi."
Marcel Proust
Perché alla fine, la differenza non la fanno i luoghi. La fa lo sguardo con cui li attraversi.
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